Il Sermone della Montagna


LEGGE MOSAICA E LEGGE CRISTICA - PRIMA LEGGE E SECONDA LEGGE

Mi richiamo al tempo della legge del taglione che manteneva il caos fra le genti, quindi reazioni, soprusi, passioni spinte all'eccesso. Sorge un uomo che dovrà essere coordinatore e guida, ed il Padre si rivolge all'uomo, elargendo le norme di vita che rappresentano il principio di ogni legislazione. Le masse in scoordine si erano proposte di seguire il condottiero, la guida, senonché la passionalità, l'ombra, la notte spirituale condussero le masse nuovamente al punto di partenza, mentre la guida riceveva la prima prova di amore paterno e di saggezza divina, di sapienza divina. La guida ritorna per assumere il suo compito e per dire all'umanità tutta, pur essendone solo una parte quella presente, che il Padre stava per ricondurre sul giusto cammino i figli che avevano deviato dal cammino stesso. Trova il popolo con le coscienze nuovamente in subbuglio ed infrange le leggi; non le infrange di fronte alla massa, le infrange di fronte al Padre che le aveva emanate, non sentendosi degno, non ritenendo degno il popolo di beneficiarne.

Ecco successivamente la legislazione mosaica modificata e resa definitiva, non più con la dolce ampiezza iniziale, ma con una ferma costrizione che non ammette nessuna deroga.

La Legge Mosaica però rappresenta, rammentatelo bene, un movimento unico, non duplice; l'episodio della emanazione della Legge Prima è uno, con una sequenza di tempo che ne stabilisce l'unicità. Potremmo dire in altri termini: una legge emessa, corretta, infine promulgata in via eterna e definitiva. La Seconda Legge è la successiva. Ormai la gente, l'umanità, aveva abbandonato il principio sino ad allora seguito, cioè la consuetudine «dell’occhio per occhio, dente per dente», ed era passata alla ragione. Da questa ragione, conseguenza della Prima Legge, si passa alla parola di amore cristica, cioè al «se sei colpito su una guancia, offri l'altra guancia al colpitore, senza portare rancore a costui». Si tratta di due moti distinti. Il terzo sarà un moto di giustizia; non più il consiglio, non più la guida, in quanto consiglio e guida sono già stati lasciati fra gli uomini.

Gli umani hanno seguito la via lasciata dal Cristo? Se l'avranno seguita godranno le glorie eterne; diversamente, al Suo arrivo sul carro di fuoco, cioè nella forma punitiva, repressiva, i morti, morti in spirito, subiranno la seconda pena, la seconda morte. La prima sarà stata fisica, la seconda sarà spaventosa e sarà spirituale; non effettiva quindi, ma terribilmente più angosciante. Questo è il concetto del moto evolutivo nel suo rapporto fra l'umanità, l'Eterno e l'intervento del Cristo che sarà duplice: prima con la Manifestazione, poi con il Giudicio.

Passiamo ora ad un raffronto più profondo fra la Prima e la Seconda Legge. Se la Seconda Legge è Legge di Amore, cioè è l'olocausto che l'Eterno fa di Se Stesso, evidentemente la Prima Legge è costituita dalle dieci espressioni del Sinai o da quella che Io ho localizzata come legge prima con l'espressione «occhio per occhio, dente per dente». Rianalizziamo perciò il primo movimento: passionalità, violenza, arbitrio, soprusi che originano una legge umana, una legge scaturita dalla passionalità umana, una legge non promulgata dal Padre, non tollerata dal Padre, ma quasi assecondata, onde essa potesse portare progressivamente i primi frutti, cioè ricondurre la massa precipitata sul cammino ascensionale. Non si tratta di acquiescenza, sia ben chiaro: voi che foste precipitati dovete formare una società, sentite che la vostra società deve essere sottoposta a determinate norme; poiché provenite dalla violenza e dalla ribellione, le norme che regoleranno questa società non potranno che conservare l'impronta fondamentale di ribellione e di arbitrio: la violenza, il più forte.

Rammentate che un tempo la massa era in potenza, i valori erano tutti eguali, non equilibrati, eguali; avvenuta la dispersione della purezza, avvenuto l'annullamento delle capacità divine, i valori si sono alterati, si sono distinti, si sono disgiunti. La superbia, la volontà di emergere, scaturisce immediatamente da questo procedere: tu hai preso il mio? io prenderò il tuo; tu hai ferito me? io ferirò te. È la legge dell'«occhio per occhio, dente per dente»; è una legge cioè che ridonda a svantaggio della massa, ma che a questa dovrà insegnare.

Questo in sintesi il concetto di quella che Io ho definita la Prima Legge e che è legge umana. Di fronte all'arbitrio in atto, interviene il Padre sul Sinai che non promulga una legge, ma dà dei consigli categorici: per raggiungerMi, Egli dice, questo dovete fare. Il Padre non parla qui di umiltà, ma la lascia intravvedere; non parla di semplicità, ma la lascia intravvedere; non parla di amore, ma l'amore lo fa vibrare nelle Sue parole. Il movimento costituirà il punto di saldatura fra il moto di ribellione e quello che sarà il moto di risurrezione. Il Cristo quindi chiarisce e ribadisce i concetti del Sinai, li analizza, li seziona, li sminuzza, affinché ognuno abbia del concetto la parte che può essere assimilata. Egli parla all'umanità perché tutta l'umanità possa cibarsi di quel cibo, addentrarsi nella Verità e riconoscere nel Discorso della Montagna che le parole del Padre, gli incitamenti del Sinai, erano null'altro che un pronosticare l'Evento che sarebbe succeduto.

Ecco dunque le caratteristiche della Prima Legge, che era legge umana in quanto varata, promulgata, adottata dagli uomini, consenziente la Legge che se ne servì quale strumento di rinnovamento sostanziale. Successivamente vi è l'intervento moralizzatore del Padre che nel caos umano intende inserire la prima nota di moralità. Segue infine la manifestazione cristica che sancisce l'intervento del Padre e stabilisce che, senza l'umiltà, senza la capacità di sopprimere la superbia, non vi può essere ascesa, non vi può essere ritorno al Padre.

Questa, ripeto, la differenziazione da compiersi fra la Prima e la Seconda Legge; l'intervento del Sinai non fa legge, ma è un punto di trasformazione, è il punto di partenza per l'avviarsi dell'umanità da uno stato turbolento di violenza e di immoralità ad uno stato di normalità e di umiltà.

A maggior chiarimento della Legge del Sinai l'Entele si è così espresso:

Riportiamoci ancora una volta col pensiero al Sinai, riportiamoci cioè ai primi colloqui dell'Eterno con gli uomini di buona volontà. Egli, il Signore Altissimo, dettò agli umili, ai semplici le leggi morali che formavano così il primo ritmo vitale morale. Questa massa, anziché trarre profitto dalle leggi emanate dal Padre sul Sinai, si ribellò e continuò ad adorare il vitello d'oro. Il Padre abrogò la legge che cominciava a non essere più drastica, ma umana, ed impose la nuova Legge delle Dieci Tavole. Da questo punto principiò il moto di avversione interno dell'umanità, per cui da una parte vi erano coloro propensi a staccarsi dalla adorazione di idoli o dell’oro, dall'altra vi erano i sostenitori di questa preferenza, desiosi di continuare nella adorazione degli idoli e dell'oro. Dal momento del Sinai veniva a cessare ogni comprensione da parte delle masse, vi era cioè la guerra fra le masse; ciò dico per riferirmi a quanto Gesù disse in occasione dell'Ultima Cena. Dal momento della Cena veniva abrogata quella legge e veniva instaurata definitivamente la Legge di Amore; Gesù in quella sera sigillava un cammino che per trentatré anni aveva trovato tutti gli ostacoli opposti al Divino dagli oppositori, trovando l'accondiscendenza degli umili e dei semplici.

Questo è a conclusione del secondo ed immortale fatto di Amore.