L'interpretazione dei Vangeli


Gli Evangeli, tradotti in espressioni adatte al tempo, all'epoca, rappresentano la semente cristica, la semente divina, la semente che definirò poliedrica, in quanto le parole del Cristo si adattavano all'umanità del tempo, cioè ad un'umanità per incontrarsi con la quale l'umanità di oggi è obbligata ad andare a ritroso. Se la semente era valida, utile, efficace, salvatrice per l'umanità di allora, essendo poliedrica, avendo in sé la Potenza divina, sarà valida egualmente ed egualmente salvatrice per l'umanità di oggi; solo che i seminatori di oggi dovranno usare un linguaggio differente, una forma di dizione differente, un'esposizione concettuale differente da quella di allora.

Via via che l'umanità procede nel tempo, dovete aggiornarvi: non intendo aggiornamenti quotidiani o di luna in luna, ma di tempo in tempo, di umanità in umanità, ed i vostri prosecutori dovranno alla loro volta aggiornare la dizione. Un'esposizione fatta nel tempo cristico era formata di determinate espressioni raccolte ed utilizzate in armonia con le psicologie, con lo stato spirituale delle genti di allora. Oggi la forma deve essere differente; la concezione è sempre quella evangelica, ma la potenza del Padre deve essere resa ancor più manifesta, non deve solamente incutere un senso quasi di paura o di timore, ma scuotere in una forma più profonda, più acuta, in una forma cioè che non possa sfuggire alla volontà di rivoluzione, di trasformazione, di evoluzione in atto.

Questo è il punto su cui dovete soffermarvi: prosecuzione degli insegnamenti evangelici, ma adattando gli stessi, conferendo meglio ancora agli stessi i valori, i concetti che possono trovare la loro capacità di assorbimento nella umanità di oggi superba e corrotta sì, ma di una superbia differente da quella del tempo cristico.

La preghiera, ad esempio, è la preghiera, ed il Cristo dice: «Se dovrete pregare, pregate così...». Allora, la preghiera era quasi un accessorio, oggi la preghiera è l'azione. Gesù/Dio vuole l'opera, vuole l'azione, vuole l'obbedienza di ogni singolo individuo alla imposizione proveniente dallo Spirito, dalla coscienza. È la trinità umana che si riversa sulle cose, e sono le cose che devono obbedire, ma i primi ad obbedire dovete essere voi, seminatori, dando l'esempio di saper portare ininterrottamente la veste dell'umiltà. Questa è religione cristica: è la strada che conduce all'armonia, alla sintonia, alla pace, è la via da seguire.

Il tempo delle esperienze, delle congetture è ormai trascorso e siete entrati nel tempo della Verità, della Realtà, per cui il voler studiare e conoscere nel suo intimo ciò che è libero rappresenta un fatto stolto ed assurdo. L'anima è insondabile in quanto lo è unicamente da Colui che l'ha partorita, che l'ha generata, dal Padre. Voi siete invitati pressoché quotidianamente da Me a conoscervi, in quanto questo conoscervi non può riflettersi solo ed unicamente sui trascorsi umani di ogni singolo individuo, ma deve riflettersi sulla conoscenza della potenza di quel quid vitale che è rappresentato dall'anima. Voi dovete conoscervi come Potenza divina e come quantità capace di entrare in possesso di quelle energie che consentirono a Gesù Cristo di dire alle folle: «Se avrete fede quanto un granellino di senape, direte al monte "spostati" ed il monte si sposterà», oppure: «Farete ciò che Io faccio ed anche di più».

Lo studio sull'anima umana o dell'anima umana è uno studio stolto, inutile e vano; esso non può essere perseguito e raggiunto in quanto non vi può essere un'analisi di ciò che è divino, di ciò che può essere stato capace di creare l'Infinito. Voi dovrete obiettare questi pensieri ed offrirli, obiettando, ai titubanti; non dovete unire, mischiare, fondere l'ieri con l'oggi. Ieri vi era un modo di dire, un modo di intendere, un modo di vivere differente dall'oggi, ed è questa vita che deve essere modificata e deve essere trasformata. Trasformando la vita, trasformerete le anime che danno la vita e trasformerete quindi anche la vostra anima. È tutta una concezione da rifare, basata sempre su quella Verità, sola, unica, inequivocabile, esistente non come forma umana, ma come potenza divina. Cristo disse: «Mi distruggerò e ritornerò in vita», e mantenne la promessa; Egli si fece distruggere e si ricostruì dando la prova materiale della esistenza della Potenza divina. Non siete di fronte a delle fandonie, siete di fronte a delle realtà vissute e documentate e voi dovete portare in voi il calore e la potenza della vostra fede per penetrare negli ambienti dove la fede è limitata od assente, senza astiosità, senza preconcetti, senza odi, ma con lo scopo di riportare quelle anime alla luce e all'ardore primitivi, alla Verità ed alla Vita, costituendo la salvezza dove per essi è la Geenna.

Non si tratta evidentemente di spostare il concetto cristico da un tempo, da un'epoca all'altra, a quella odierna. Si tratta di interpretare la concezione cristica adeguandola ad anime di oggi che vivono una vita fisica, una vita morale e sociale differenti da quella di allora. Si tratta di «interpretare», e tutte le chiese, nessuna eccettuata, hanno sentito nel tempo questa necessità di mutazione, compresa la Chiesa romana. La Chiesa del rito è oggi, se non in rivoluzione, in trasformazione lenta, in quanto questa trasformazione tocca interessi monetari non indifferenti ai quali la Chiesa non vuole rinunciare. Sostanzialmente però coloro che della Chiesa hanno in mano il pensiero e le sorti proseguono nella lotta per questa trasformazione, per questa nuova interpretazione. Voi dovete offrire oggi un pane lievitato in confronto del quale quello di ieri era sì un pane, ma senza lievitazione; il cibo è sempre quello, ma questo è nella sua potenzialità, nella sua capacità di salvazione e di salvezza.

La Chiesa inizia oggi ad interpretare le espressioni cristiche in armonia col decadimento spirituale delle masse che sono travolte dalla lussuria e dalla superbia, ed è per questo che voi dovete portare questo cibo santo che è la Fede su un piatto di argento ed offrirlo a tutti coloro che sono freddi, insensibili a questa scossa di amore, a questa rivoluzione delle anime, a questo aggiornamento degli Spiriti. Non dovete preoccuparvi, perché si tratta di un avvicendarsi; voi usate oggi un tessuto per questo abito, domani userete un altro tessuto per quello stesso abito, ma l'abito rimane, in quanto il fondo è quello, è la salvezza, è la capacità di espiare gli errori e di portare queste nozioni di vita alle masse facendo loro vedere come non si debba sfuggire l'ateo. L'ateo va avvicinato senza preconcetti; il soccorso va portato agli amici ed ai nemici senza distinzione alcuna e senza preconcetti. Si deve mirare ad un miglioramento generale, ad un affratellamento quindi, ma questo sarà conseguenza di uno stato di fede, di ardore, di amore, di gioia preventiva che ognuno di voi dovrebbe già possedere con la coscienza di poter dire: «Anche noi possediamo una trinità come la possiede il Padre, l'abbiamo ricevuta in eredità dal Padre». Il pensiero, la ragione, la coscienza siano le armi vostre in quanto esse debbono condurvi alla pace, all'armonia.

Questi sono concetti che vanno gettati così, alla rinfusa, di fronte a coloro che vi ascoltano e sono pronti ad accettarli, che ne riconoscono la realtà e la sostanzialità; sono concetti che potenziano (se è possibile dire una cosa simile) la Potenza del Padre, la Divinità del Padre, mentre il concetto chiesastico del rito rimpicciolisce, restringe, costringe, ischeletrisce la Potenza cristica e divina. Voi invece la ampliate poiché fate conoscere Cristo/Dio nella Sua Realtà divina, oppure nella Sua Divinità reale, come meglio volete.

Un'espressione, un comando, una missione Mi ha condotto fra di voi, Mi trattiene fra di voi ed è un dolce compito, è una dolce mansione. Per la seconda volta nel lasso di un trentennio la Legge vi ripropone lo stesso problema, semplificandolo attraverso la potenza ed il sapere che ha elargito a voi tutti. Esso consiste nel tentativo di creare una sapienza spirituale animica ed una potenza conseguente alla fede: la Legge chiama gli uomini di buona volontà, le creature di fede, e propone loro la stessa missione della quale fui investito Io, fummo investiti in molti. La Legge intende passare a voi le nostre capacità, il nostro amore, la nostra fede e soprattutto la nostra umiltà, in quanto solo ed unicamente da quest'ultima, dall'umiltà, scaturisce ogni fiore ed ogni frutto. L'umiltà condurrà l'umanità a quell'affratellamento ed a quell'armonizzazione fra individuo ed individuo, fra sesso e sesso, fra religione e religione che porrà fine alla tragedia umana, ché tale Io valuto la vostra vita odierna.

Missione, e come tale accettatela. Accettatela non come peso, ma come premio, cioè come il premio che precede la riconquista del vostro seggio. È quindi una investitura ed a voi spetta, fratelli, di trarne le conseguenze ed operare in armonia.